| TRATTAMENTI Sono qui presentati alcuni trattamenti di medicina naturale-biologica e complementare, non certo in contrapposizione alla medicina “ufficiale” ma come un’offerta diretta ad integrare, in un quadro ottimale tagliato su misura per ognuno, le possibilità offerte da entrambi i sistemi. Mentre nella medicina convenzionale l’attenzione è concentrata sulle malattie, nella medicina naturale l’attenzione è concentrata sulla singola persona, perché ognuno è unico, con le sue malattie precedenti, predisposizioni genetiche, condizioni di vita ecc. Anche se nelle sperimentazioni ufficiali si considera “dimostrata” l’efficacia di determinate medicine per determinate malattie, quando poi si va a guardare il singolo ammalato occorre una paziente ricerca individuale del trattamento più efficace, ed è appunto a questa ricerca (e non all’abbinamento automatico tra il nome della malattia ed il farmaco “provato” da prescrivere) che prepara il lungo studio di medicina, che non può mai considerarsi completato. In questo quadro, nel corso della mia attività ho approfondito soprattutto i seguenti trattamenti: -1) OMOTOSSICOLOGIA -2) CONSULENZA NUTRIZIONALE -3) TRATTAMENTI OSSIGENANTI -ADDESTRAMENTO RESPIRATORIO con la tecnica del Dr.BUTEYKO (ved. anche www.buteyko.it) -4) FITOTERAPIA -5) TERAPIA CHELANTE -6) ELETTRO-MAGNETO-LASERTERAPIA -IONOCINESI DEL DR. JANET -INDUZIONE MAGNETICA con l'apparecchio PAPIMI -LASER DI LIEVE INTENSITÀ E TERAPIE FOTODINAMICHE 7) -AGOPUNTURA LASER con il sistema dell'Istituto finlandese ABER -AGOPUNTURA per le malattie degli gli occhi con il sistema John Boel (sull'argomento h oa perto un sito apposito: www.agopunturaocchi.it) -Agopuntura "duratura" con inserzione di aghi semipermanenti nelle orecchie on il sistema tedesco "In Auris" -8)) IPERTERMIA INDIBA (TECARTERAPIA) -9) TERAPIE CELLULARI -10)TRATTAMENTI MECCANICi Le malattie prevalentemente trattate nel mio studio sono soprattutto quelle croniche, ed in particolare l’asma (con la respirazione Buteyko, ed altri trattamenti) e le allergie, le infiammazioni ed i dolori muscolari ed articolari, l’emicrania, i problemi digestivi ed epatici, il diabete, il tinnito e le malattie cardiocircolatorie, la depressione, gli esaurimenti nervosi . Ma soprattutto dedico particolare attenzione alla prevenzione -ove possibile- delle malattie, e |
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| TRATTAMENTI -1) Omotossicologia -2) Consulenza nutrizionale e nutrigenomica -3) Trattamenti ossigenanti -Addestramento respiratorio con la tecnica del Dr. Buteyko -Migliore ossigenazione dei tessuti con gli apparecchi del Dr.Jacquier ed altri -4) Fitoterapia -5) Terapia chelante -6) Elettro-magneto-laserterapia -Ionocinesi del Dr.Janet -Induzione magnetica PAPIMI - Laser di lieve intensità e terapie fotodinamiche -Agopuntura laser con il sistema dell' Istituto finlandese ABER -Agopuntura per le malattie degli occhi con il sistema John Boel -Agopuntura "duratura"con il sistema "In Auris" -7) Ipertermia INDIBA -9) Altre |
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| pertanto anche alla consulenza nutrizionale (impiegando per scoprire le intolleranze alimentari analisi diagnostiche specifiche ed affidabili) ed al trattamento dell’obesità ed alle strategie anti-invecchiamento (“Anti-Ageing Medicine”, una specializzazione americana di medicina della prevenzione ) Corre l’obbligo infine di informare che alcune delle terapie sopraelencate, come gran parte delle terapie “alternative”, non sono ancora considerate come “dimostrate” dalla medicina ufficiale, anche se vi sono notevoli differenze da Regione a Regione ed in alcune Regioni numerose di queste terapie sono insegnate nelle Università; è comunque difficile dire cosa possa essere considerato “dimostrato” (basta vedere l’ultimo esempio di un preparato farmaceutico, il Vioxx, considerato efficace e non dannoso e poi ritirato in tutta fretta dalla circolazione per i danni provocati). Se poi si guarda, come nell’ottica della medicina alternativa, più al singolo malato che non al quadro generale della malattia, allora si arriva necessariamente alla conclusione che non vi è nulla di scientificamente provato e dimostrato come di sicura efficacia per un singolo malato (così come non si può mai dire che un determinato malato è inguaribile); occorre per ognuno un paziente lavoro di ricerca dei rimedi più adatti. La mia formazione, svoltasi in gran parte all’estero mi ha portata in particolare ad approfondire, per poterli offrire anche qui, dei trattamenti ormai abbastanza in numerosi paesi stranieri (dalla Russia agli Stati Uniti, ed in particolare alla Germania) ma non ancora molto conosciuti ed impiegati in Italia. 1- OMOTOSSICOLOGIA L’ A.I.O.T. (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia ), fondata a Milano nel 1983, è oggi, grazie all'elevato numero di medici iscritti, tra le associazioni mediche più importanti a livello nazionale e di gran lunga la maggiore nel campo delle Medicine non convenzionali; collabora con la Società Internazionale di Omotossicologia, diffusa in tutto il mondo, con diverse associazioni italiane ed europee, con diverse Università italiane ed estere e con diversi Ordini dei Medici. L'Omotossicologia è nel sito dell’ A.I.O.T, così descritta: ”L'etimologia del termine omotossicologia, o omeopatia antiomotossica, significa: studio degli effetti delle tossine sull'Uomo e relativo trattamento omeopatico. Il medico omotossicologo, rifiutando ogni integralismo terapeutico, utilizza tanto le acquisizioni della medicina omeopatica quanto quelle della medicina convenzionale e reinterpreta dati secondo un paradigma coerente che spiega, grazie alla propria specifica chiave di lettura, il manifestarsi dei fenomeni della salute e della malattia in modo completo. Per l'omotossicologia lo stato di salute è interpretato come omeostasi dinamica, la malattia è valutata come espressione della lotta fisiologica dell'organismo che tende ad eliminare quelle "omo-tossine" (o stressors) endogene ed esogene che hanno superato la soglia di allarme. La terapia tende, di conseguenza, a stimolare i meccanismi di autoguarigione propri dell'organismo, incrementando la risposta immunitaria specifica di ciascun soggetto. A tale scopo vengono utilizzati farmaci omeopatici unitari a bassa, media e alta diluizione o complessi derivati sia dell'omeopatia classica che da acquisizioni farmacologiche più recenti (quali i substrati d'organo di suino, i catalizzatori intermedi, i chinoni ed i vari principi immunostimolanti). I vantaggi terapeutici rispetto all'omeopatia classica sono: possibilità di intervento anche nelle malattie degenerative e risultati molto veloci nelle patologie acute…. L’'Omotossicologia è una originale impostazione metodologica, clinica e terapeutica, che rappresenta il passaggio dell'Omeopatia dalla filosofia empirica alla rigorosità scientifica. Per questo è stata definita anche come "l'Omeopatia del 2000". L'Omotossicologia vede i suoi primi lavori scientifici negli anni '60 e deve la sua denominazione al medico omeopata tedesco H.H. Reckeweg. Essa dedica particolare attenzione allo studio dei meccanismi immunitari ed enzimatici attraverso la cui modulazione, ottenuta con l'utilizzo di innovativi principi biologici, si possono stimolare le più appropriate attività disintossicanti fisiologiche e giungere così al ripristino dello stato di salute.” Per approfondire l'argomento: www.guna.it -FITOTERAPIA E’ innanzitutto necessario sfatare una credenza, largamente diffusa, in base alla quale la fitoterapia sarebbe una forma di cura tanto innocua quanto poco efficace, e quindi da riservare a piccoli problemini. Bisogna invece chiarire che si tratta di una terapia che non solo può in certi casi dare risultati analoghi a quelli dei preparati chimici ma che, se male impiegata, può anche provocare danni alla salute. E’ quindi da sconsigliare il “fai da te” in questo campo, anche se vi sono alcuni preparati a base di piante del tutto innocui e da sempre usati nell’alimentazione. Come osserva la Società italiana di Fitoterapia (www.sifit.org) i farmaci vegetali possiedono delle caratteristiche terapeutiche proprie che derivano sia dalla contemporanea presenza di composti con attività biologiche individuali distinte, sia da interazioni che possono avvenire fra questi composti; il risultato è che il fitocomplesso esercita un’azione farmacologica che è diversa da quella di ciascuno dei singoli composti che lo costituiscono. Così ad esempio la vitamina C, contenuta in un’arancia, accompagnata da bioflavonoidi e da altre sostanze forse nemmeno ancora conosciute, ha un’azione migliore di quella dell’acido ascorbico (vitamina C sintetica) preso da solo. Le preparazioni a base di piante hanno preceduto, nella storia della medicina, i farmaci monomolecolari moderni, ma, al pari di questi, agiscono con meccanismi di interferenza nei processi biochimici dell’organismo prevenendo o riparando le anomalie che portano alle malattie. I meccanismi dell’azione farmacologica e la potenza di tale azione vengono studiati e dimostrati nelle sostanze attive vegetali ricorrendo ai metodi sperimentali adottati anche nel caso dei farmaci monomolecolari. Di conseguenza, la fitoterapia è una branca della medicina basata sulla scienza e non una medicina alternativa basata su concetti filosofici estranei alla scienza. La tipologia dei farmaci che al giorno d’oggi sono a disposizione della medicina è molto variegata, con estremi costituiti da farmaci il cui impiego in determinate malattie è indispensabile per salvare la vita e da farmaci che servono per eliminare alcuni sintomi più fastidiosi che pericolosi. Esistono quindi farmaci vegetali che possono essere impiegati per la cura di malattie importanti ed esistono farmaci vegetali che sono solo sintomatici o palliativi. I farmaci vegetali possono rivelarsi particolarmente utili per il trattamento di disturbi cronici che sarebbe inopportuno aggredire con terapie più pesanti. Per esempio, il fagiolo comune (Faseolus vulgaris) produce 17-b-estradiolo, l’ormone ad attività estrogenica delle femmine dei mammiferi, mentre varie specie di pino producono testosterone, l’ormone sessuale maschile. Esiste la possibilità che metaboliti secondari prodotti dalle piante con lo scopo di difendersi dagli attacchi di microorganismi patogeni, batteri, funghi e virus, esercitino, se ingeriti dagli animali, anche in questi un’azione protettiva contro tali agenti. In effetti, molte classi dei farmaci che attualmente utilizziamo sono ricavati da piante. Per esempio, l’acido acetilsalicilico (Aspirina) deriva dal salice, la digossina (Lanoxina) è il principio attivo della digitale e la meflochina (Lariama) deriva dalla chinina dell’albero della febbre (Cinchona officinalis); oltre alle classi degli antiinfiammatori non steroidei, dei glicosidi cardioattivi e degli antimalarici chinolinici cui si riferiscono questi esempi, altre classi di farmaci, come per esempio quelle degli antiaritmici, dei bloccanti neuromuscolari, degli analgesici-narcotici, degli anestetici locali e, soprattutto, degli antitumorali derivano da principi attivi vegetali. Resta resta da aggiungere che ho finora raccolto particolare esperienza nel trattamento fitoterapico, preventivo e di supporto, anche con piante usate dalla medicina indiana dell’ayurveda, del: diabete di tipo II , contro il quale possono essere utili, tra gli altri rimedi, la cannella, la pianta indiana momordica charantia, ed un cactus messicano; tumori (e qui ripeto con particolare enfasi l’inciso sopra riportato: “trattamento preventivo e di supporto”) in cui, oltre alle terapie alternative riportate nelle mie altre pagine, anche alcune piante ancora poco conosciute (altre invece, come il vischio, sono da tempo impiegate nella medicina antroposofica con il preparato “Iscador”), possono dare un aiuto prezioso. Mi riferisco in particolare al preparato “Ukrain”, scoperto dal medico ucraino Nowicky, che ho recentemente visitato a Vienna, dove vive e lavora da molti anni, e ad alcune piante della foresta amazzonica raccolte ed elaborate con un procedimento particolare in un preparato ungherese studiato e sperimentato da molti anni. Un ultimo accenno a due piante da sempre usate nell’alimentazione, utili per problemi di circolazione e di infiammazione cronica . Si tratta del pepe di cayenna, per dilatare i vasi e a far passare il sangue anche nei capillari più ristretti, per le infiammazioni. Il problema, in caso di difficoltà di circolazione, è che le medicine, anche quelle a base di piante, non raggiungono –perché non vi sono portate dalla circolazione sanguigna che non le irrora bene- proprio le zone che ne avrebbero più bisogno; se le medicine vengono prese insieme ad un po’ di pepe di cayenna sciolto nell’acqua, queste sostanze riescono a raggiungere meglio queste zone in cui la circolazione è problematica. SEGUE --------> |
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