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2-MEDICINA NUTRIZIONALE e NUTRIGENOMICA (TEST GENETICO NUTRIZIONALE)
A) Consulenza dietetica,  per conservare la salute e ritardare l’invecchiamento e per sostenere a livello biochimico i processi di guarigione; trattamento dell’obesità. b) Test par stabilire, in base al patrimonio genetico, la dieta individuale ottimale per ognuno.

B) Mentre ormai tutti si rendono conto che la base della salute è posta anche dal modo in cui ci alimentiamo ogni giorno, regna ancora una grande incertezza su quelli che sono gli alimenti da mangiare/non mangiare per conservare una salute ottimale e ritardare gli acciacchi della vecchiaia. Mentre tutti quanti, dalle riviste popolari a consulenti dietetici più o meno preparati,  hanno consigli da dare in proposito ed ogni mese esce qualche libro che lancia una nuova dieta “miracolosa” che, per un po’ di tempo,  è “di moda”  per “mangiare quello che si vuole senza ingrassare” (dalla dieta Atkins alla “South Beach diet” e molte altre), occorre in realtà prendere atto del fatto che la consulenza dietetica è tra le branche più difficili e controverse della medicina, che spesso non viene sufficientemente approfondita nemmeno durante il percorso medico universitario, in cui impariamo bensì i problemi alimentari connessi alle varie malattie, mentre per quanto riguarda il modo migliore di mangiare per rimanere sani, giovani e snelli quasi tutto è lasciato all’iniziativa dei singoli medici ed alla loro capacità di districarsi in una infinità di studi ed articoli scientifici che ogni giorno riportano delle conclusioni “provate ed accertate” che poco tempo dopo vengono contraddette da nuovi studi! 
Dopo aver approfondito l’argomento per anni, sono arrivata alla conclusione che mentre vi sono ovviamente dei consigli che valgono per tutti, l’uomo presenta un forte individualismo ed occorre, in base alla costituzione fisica,  discendenza etnica, circostanze di vita e climatiche, tipo di lavoro, anamnesi ecc.,  ricercare quale sia il tipo migliore di alimentazione per ognuno.  Occorre una ricerca a fondo, con test diagnostici avanzati (descritti alla pagina dedicata agli accertamenti diagnostici) su ogni singola persona, per stabilire quali sia il rapporto tra ogni individuo ed i singoli cibi.
Oltre a questa ricerca che deve essere fatta su ogni singola persona, vi sono ovviamente anche dei consigli generali che valgono per tutti: evitare gli eccessi e mangiare in genere poco; cercare di assumere gli alimenti nello stato più naturale possibile, evitando additivi, conservanti ecc. e, soprattutto  assumere  degli integratori. Si è sentito ripetere a lungo da alcuni medici che se uno mangia “bene” (e su cosa sia questo “mangiar bene” le opinioni divergono notevolmente anche da medico a medico!) non occorre assumere integratori, ma ora ci si rende conto sempre di più che gli alimenti   moderni, a causa della qualità ormai scadente dei terreni sfruttati per l’agricoltura da millenni, delle modalità di coltivazione-trasporto – conservazione-allevamento, sono carenti di molte delle sostanze vitali di cui abbiamo bisogno, come le vitamine, i minerali e soprattutto gli enzimi. Mentre l’importanza delle vitamine e minerali in traccia è ormai ben conosciuta, l’importanza che hanno per il nostro organismo le decine di migliaia di enzimi sta appena iniziando ad essere scoperta. L’argomento è stato in particolare approfondito dai  medici-studiosi tedeschi Wolf e Benitez, ed americani Howell e Gonzalez . Mentre gli alimenti crudi, allo stato naturale,  contengono esattamente tutti gli enzimi necessari per la loro digestione ed assimilazione, gli alimenti cotti  o pastorizzati, poiché gli enzimi sono ancora più delicati delle vitamine e sono distrutti  già ad  una temperatura di 45 gradi, (per non parlare del forno a microonde!) non hanno più enzimi e quindi l’uomo, per digerirli, deve dar fondo alle sue riserve di enzimi, finché queste non sono esaurite, e non sono tra l’altro nemmeno più a disposizione per altri compiti diversi dalla digestione, come l’eliminazione delle cellule cancerose che in ognuno si formano ogni giorno ma sono subito distrutte se il sistema immunitario è in buone condizioni.  Poiché le attuali condizioni di allevamento e distribuzione non consentono  più di mangiare senza pericolo uova crude, latte-burro-formaggi non pastorizzati o  pesce crudo, è praticamente necessario – e su questo è basata una parte importante della consulenza nutrizionale nel mio studio- supplementare l’alimentazione  con preparati naturali contenenti enzimi in elevate concentrazioni.
Oltre al test sulle intolleranze alimentari (intolleranze in origine in molti casi provocate appunto dalla mancanza di enzimi, che consentono a sostanze non  completamente digerite di passare nel sangue, dove provocano condizioni di infiammazione cronica ed un’infinità di problemi; oltre ad assumere enzimi è però necessario evitare assolutamente, perlomeno per un certo periodo, di assumere le sostanze più irritanti), è ora anche possibile, con un altro test che impiego, scoprire quali sono le carenze più marcate e  preparare   degli integratori confezionati su misura per ognuno. E’ infatti sbagliato, anche  qui, assumere a casaccio  vitamine, magari sintetiche, e minerali a più non posso, in base al principio del “tanto più tanto meglio” e del “tanto non può far male”: si rischia, in questo modo  uno stress per l’organismo innondato da tutte queste sostanze (con eccipienti in genere contenuti nelle pastiglie) e magari  non si assumono, tra le innumerevoli sostanze prese in grande quantità, quelle due-tre sostanze di cui si avrebbe  maggiormente bisogno!
Uno dei pericoli maggiori connessi alla tendenza ormai diffusa a comprare integratori alimentari nei supermercati e ad assumerli senza una consulenza medica, contro il quale ritengo doveroso mettere in guardia da queste mie pagine perché ho visto di persona il grande danno che può causare, riguarda una sostanza indubbiamente indispensabile per la vita ma che, se presente nell’organismo in quantità superiore a quella ottimale, diviene pericolosa, riguarda il ferro. In realtà nei paesi in cui, come in Italia, ci si può in genere permettere finanziariamente di mangiare tutta la carne che si vuole, il pericolo collegato al ferro è più quello di averne troppo che non quello di averne troppo poco, soprattutto per gli uomini e per le donne dopo la menopausa. Si sta sempre più diffondendo (è utile  consultare il sito www.ironoverload.org ) la coscienza del fatto che la tendenza all’accumulo di ferro è presente non solo nei casi di una malattia genetica rara (l’emocromatosi) ma è molto più frequente di quanto non si pensasse, ed il ferro in eccesso, (che non viene se non in minima parte espulso dall’organismo) accumulandosi nel cuore, fegato e pancreas, può provocare gravi danni; in America è ormai da molti considerata una negligenza professionale da parte del medico il non prescrivere un esame della ferritina agli uommini sui 40 anni che si ammalano di diabete; è in effetti in molti casi l’accumulo di ferro nel pancreas a provocare questa malattia. Appare chiaro quindi il danno che possono fare degli integratori alimentari in cui siano presenti consistenti dosi di ferro. Prima di assumere questi integratori  è necessario accertare che vi sia effettivamente una carenza di ferro, e per accertarlo non basta esaminare i valori dell’emoglobina, (l’anemia può essere provocata anche da mancanza di vitamina B e non di ferro) e occorre esaminare quelli della ferritina.

B)
Test genetico nutrizionale
Occorre tener presente che l’uomo è il portato di un adattamento all’ambiente che lo circonda (il clima ed i cibi che crescono in certi climi) durato decine di migliaia di anni e che l’organismo umano, con i suoi lentissimi cambiamenti, non ha ovviamente ancora  potuto adeguarsi ai rapidi cambiamenti degli ultimi cento anni. Mentre per secoli l’uomo ha mangiato solo gli alimenti che crescevano nei luoghi in cui viveva, ora troviamo nei supermercati alimenti provenienti da ogni parte del mondo; inoltre mentre prima i matrimoni erano quasi sempre tra persone che vivevano da secoli nella stessa zona dalle caratteristiche climatiche omogenee, il grande incremento della mobilità e dei matrimoni tra persone provenienti da zone lontane nell’ultimo secolo, ha fatto sì che sia difficile per molti sapere se sia più adatta per lui la dieta mediterranea che andava bene per la madre greca o il forte consumo di latte che andava bene per il bisnonno norvegese!  Un passo in questa direzione è stato fatto con l’individuazione di varie diete adatte per determinati gruppi, come ad esempio la dieta basata sul gruppo sanguigno di ognuno) ma in realtà oggi, grazie ai progressi effettuati nel campo della genetica è possibile  stabilire in modo preciso quale sia la dieta migliore per ogni singola persona. La nutrigenomica è un campo relativamente nuovo della medicina molecolare, che esamina i rapporti tra la nutrizione e la costellazione genetica individuale propria di ognuno, arrivando  alla conclusione che, con le poche eccezioni di cui ho detto sopra, non esiste una alimentazione ottimale per tutti: l’alimentazione ottimale e' quella tagliata su misura per i geni di ognuno. Un test genetico fatto bene, i cui risultati siano interpretati da un medico esperto in questo campo, prende in esame almeno una dozzina di “polimorfismi genetici”(piccole variazioni dei geni di ognuno, che lo portano a reagire in modo diverso all’ambiente circostante, ed il cibo costituisce un continuo e strettissimo contatto con “l’ambiente circostante”) che potrebbero condurre a determinate malattie che possono invece essere prevenute se si cambia l’alimentazione in modo coerente con i risultati del test.  Questo tipo di test è ormai diffuso negli Stati Uniti, dove il kit necessario per effettuarlo è venduto persino nei supermercati, ma devo mettere in guardia contro il “fai da te” e contro test effettuati in modo superficiale, i cui risultati non siano interpretati da un medico esperto. Mi sono trovata molto bene con laboratori tedeschi ed austriaci, che costano poco più di quelli americani ma sono molti più approfonditi; si parla comunque di poche centinaia di euro, e vale la pena di effettuare, anche se in genere non è rimborsato dal servizio sanitario pubblico italiano, questo investimento per la salute che ci consente scegliere la dieta veramente “tagliata su misura”, che per tutta una vita permette di mantenere la linea e la salute. “

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