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                       PROBLEMI E MALATTIE DEGLI OCCHI

AGOPUNTURA PER LE MALATTIE DEGLI OCCHI
Questo
sistema  di agopuntura è basato sulle ricerche del danese John Boel, professore in agopuntura il quale, dopo studi lunghissimi dei tradizionali sistemi cinesi di agopuntura, ha scoperto alcuni punti, a quanto pare di straordinaria efficacia, per le malattie degli occhi. Per chi non ha paura degli aghi, può valer la pena di provare! Questo sistema sembra consentire risultati straordinari soprattutto per i problemi degli occhi derivati da eventi traumatici (incidenti che hanno danneggiato il nervo ottico), glaucomi, degenerazione maculare, retinopatia diabetica e retinite pigmentosa ed altri, mentre é meno efficae per cataratte, miopia, ipermetropia ed astigmatismo. Vi è da anni un grosso afflusso di pubblico nell'ambulatorio di Boel, nel villaggio danese di Aulum. Su un totale di 5000 pazienti trattati negli ultimi anni la quota di successi è stata del 70%; 16 pazienti erano completamente ciechi e tra questi 9 hanno riottenuto la vista (il caso piú clamoroso, di cui hanno parlato i giornali in Austria, riguardava una paziente austriaca cieca da 30 anni, che dopo pochi trattamenti di agopuntura ha riottenuto una vista del 40%).
Il meccanismo del successo è approssimativamente così spiegato da Boel in termini semplici: "Quando si inserisce un ago si verifica un minuscolo danno nel pezzettino di tessuto in cui l'ago è inserito. Questo pezzettino di tessuto fa arrivare alla mente il messaggio che è necessario attivarsi per riparare il danno: parte dal cervello questo impulso risanatore, che rimette movimento in una situazione di stallo e atrofizzazione che magari durava da anni e che, se l'ago è stato inserito nel punto giusto, mette riparo anche al problema degli occhi.
A seguito del clamore sollevato dalla paziente cieca da 30 anni che ha riacquistato la vista, in Austria è stato effettuato uno studio presso la clinica oculistica delll'Università di Graz. 7 pazienti affetti da retinite pigmentosa sono stati trattati con l'agopuntura e su 11 dei 14 occhi studiati al termine dal trattamento si è registrato, con misurazioni oggettive, un ampliamento del campo visivo ed un aumento della circolazione del sangue.
Un altro studio-pilota ha riguardato, in Danimarca, 27 pazienti affetti da degenerazione maculare senile secca. Dopo 4 settimane di trattamento si è registrato in tutti i pazienti un aumento della visione, pari in media al 27%, con punte in alcuni casi del 90%.
Il prof. Boel ha insegnato il suo trattamento a molti agopuntori e medici anche in altri paesi, in particolare in Germania, dove il metodo è ormai ben conosciuto. Ai suoi corsi di formazione (l'ho constatato di persona perche' anch'io ne ho seguito uno in Germania) partecipano  numerosi medici, alcuni dei quali specializzati in oculistica, che poi praticano questo sistema di agopuntura con i loro pazienti.
Per saperne di più: ho tradotto
in italiano alcune pagine dal sito del prof. Boel (www.akupunktur2000.dk) , che possono essere visionate al sito www.agopunturaocchi.it

ALTRE NOTIZIE SU ALCUNI TRATTAMENTI
Da quando ho studiato in Danimarca con John Boel il suo sistema di agopuntura  seguo con particolare interessa le notizie relative ai problemi degli occhi e, a parte le mie considerazioni principali che riguardano soprattutto la cura di queste malattie con l´agopuntura di Boel, riporto qui alcune notizie su questa problematica.

1) In Russia, un gruppo di scienziati guidato dal dr. M. Babizhayev , ha accertato, in studi durati oltre 10 anni, pubblicati su riviste scientifiche (Babizhayev MA, Deyev AI et al. "N-acetiylcarnosine, a natural histidine-containing dipeptide, as a potent ophtalmic drug in treatment of human cataracts." Peptides, 2001,22:979-94; Babizhayev MA Yermakova VN et al."N-acetylcarnosine is a prodrug of l-carnosine in ophtalmic application as antioxidant" Clin.Chim.Acta,1996,254,1-21), che delle gocce di n-acetilcarnosina possono non solo prevenire ma anche migliorare la cataratta. In sperimentazioni in doppio cieco della durata di 6 e 24 mesi, è stato trattato un totale di 49 pazienti; negli occhi trattati con le gocce di n-acetilcarnosina si sono registrati miglioramenti importanti: nel 42% dei casi la trasparenza del cristallino è aumentata del 12-50%; nel 90% dei casi l'acutezza visiva è aumentata del 7-10% e nell'89% dei casi il fastidio dei riflessi è diminuito del 27-100%. In nessun caso si è registrato un peggioramento della situazione, mentre nel gruppo placebo dopo 24 mesi la vista era peggiorata, nell'89% dei casi, del 17-80%.
La carnosina, se assunta per via orale non raggiunge a quanto pare le zone dell'occhio in cui dovrebbe svolgere effetto, inoltre la forma utile in questo caso non è la carnosina ma appunto la N-acetil-carnosina. Questa forma speciale di carnosina, nelle sperimentazioni effettuate non ha dimostrato alcun effetto collaterale o controindicazione. Si usano 1-2 gocce negli occhi al giorno, per un periodo di 5-6 mesi. Le sperimentazioni effettuate ne hanno provato l'utilità soprattutto per la cataratta, ma sono in corso altri studi che riguardano altri problemi, come la degenerazione maculare senile.

2)
CO2, RESPIRAZIONE E MALATTIE DEGLI OCCHIi
S
ono tantissime le malattie sulle quali influisce la  quantita'di CO2 nell'organismo, e quindi il modo di respirare, e tra queste vi sono anche numerosi problemi della vista, che possono pertanto essere migliorati con la respirazione Buteyko
Cito in proposito un articolo inglese molto interessante, tratto dal sito
www.mdsupport.org/library/carbondioxide.html, un articolo inglese molto interessante,dell’aprile 2002,dal titolo "L’anidride carbonica può far migliorare la vista di pazienti afflitti da degenerazione maculare senile”  di cui riporto in italiano alcuni brani:
“Pazienti sofferenti di degenerazione maculare stanno traendo beneficio da una nuova terapia farmacologia attualmente sotto sperimentazione presso il Centro medico-scientifico dell’Università del Texas (UTHSC). La terapia comporta una combinazione di medicinali comprendenti l’anidride carbonica, un elemento che dilata i vasi sanguigni nella retina in modo da mantenervi un flusso di sangue adeguato. William E. Sponsel, M.D.,professore associato  e direttore della ricerca nel dipartimento d’oftalmologia dell’ UTHSC, sostiene che . . . impiegando determinate combinazioni di elementi chimici chiamati “inibitori dell’anidrasi carbonica” (IAC) somministrati sotto forma di gocce oculari, l’occhio viene “indotto con l’astuzia” (tricked) a mantenere la sua riserva di anidride carbonica... . e riferisce che
60 su 65 pazienti hanno ottenuto un miglioramento drammatico della loro vista, sia che soffrissero di degenerazione maculare che di glaucoma.
E' proprio un professore universitario direttore di ricerca ad  attribuire il miglioramento della vista all’effetto vasodilatatore della CO2 (pur noto in campo medico da quasi cent’anni!)e al fatto che l’occhio sia “indotto con l’astuzia“, dagli inibitori dell’anidrasi carbonica, a mantenere la sua riserva di CO2; ma c’è di meglio.
Nel sito dell’Università del Texas vi sono altri commenti interessanti. Nel riferire i risultati positivi ottenuti dai pazienti coinvolti nella sperimentazione del dr.Sponsel si scrive:
“. . . .il dr. Sponsel ha portato avanti questa linea di ricerca dopo aver scoperto che NELLE PERSONE CHE IPERVENTILAVANO E SOFFIAVANO VIA RAPIDAMENTE LA LORO RISERVA DI CO2 SI VERIFICAVA UNA DIMINUZIONE DELLA VISTA”
Complimenti al dr. Sponsel che  veramente perspicace, anche se la sua scoperta  non può essere ritenuta “nuova”  poiché il
dr. Buteyko già nel 1960 aveva osservato come la perdita di CO2 provocata dall’eccesso di respiro (iperventilazione cronica) comprometta il funzionamento di tutti gli organi, compresi gli occhi, ed anche se, data la sua formazione di medico squisitamente “convenzionale” abituato a cercare un preparato farmaceutico per ogni malanno (in questo caso le gocce a base di inibitori dell’anidrasi carbonica, che “inducono con l’astuzia” l’occhio a trattenere la sua riserva di CO2) al dr. Sponsel non passa minimamente per il cervello che forse, per evitare che la CO2 dell’occhio sia “soffiata via” durante l’iperventilazione la prima e più ovvia cosa da fare sarebbe appunto cambiare la respirazione, e quindi  smettere di iperventilare e di “soffiare via” la CO2!
Anche uno studio successivo in doppio cieco, del dicembre 2004,ha confermato gli effetti favorevoli dgli inibitori dell’anidrasi carbonica sulla circolazione di sangue nell’occhio. (Januleviciene, I. 1; Harris, A. 2; Kagemann, L. 2; Siesky, B. 2; McCranor, 
Purpose: To evaluate the effects of dorzolamide/timolol fixed combination (D/T) compared to latanoprost on intraocular pressure (IOP) and
pulsatile ocular blood flow (POBF) in primary
open-angle glaucoma (POAG) patients.)
Ecco ancora una  sperimentazione recente   che arriva alla conclusione che la vista è migliorata perché “la vasocostrizione durante l’ipocapnia (mancanza di CO2) causata dall’iperventilazione acuta viene impedita.....“ ovviamente dagli inibitori in questione e non dall’eliminazione dell’iperventilazione! ("Topical dorzolamide increases pericentral visual function in age-related maculopathy: pilot study findings with short-wavelength automated perimetry. Acta Ophthalmologica Scandinavica. 83(2):154-160,April 2005)
Ed infine ecco uno studio italiano che ha messo in evidenza, anche per numerosi altri problemi (dai problemi di cuore alle ulcere, dall’epilessia all’osteoporosi) i benefici derivanti da questi inibitori, in relazione alla loro “funzione fisiologica relativa alla respirazione ed al trasporto di CO2/HC03. ("Carbonic anhydrase inhibitors and their therapeutic potential”. Claudiu T Supuran, Andrea Scozzafava
Università degli Studi, Laboratorio di Chimica Inorganica e Bioinorganica, via Gino Capponi 7, I-50121, Florence, Italy. cts@bio.chim.unifi.it)
La citazione che ho effettuato non dovrebbe pero'  indurre i lettori interessati a correre subito a comprare le medicine in questione (che, pur indispensabili in certi casi, hanno anche degli effetti collaterali e per le quali è necessaria una ricetta medica ed una consulenza del proprio medico) ma piuttosto dovrebbe indurre innanzitutto a dedicare la necessaria attenzione alla propria respirazione ed alle scoperte del medico scienziato K. Buteyko.  E’ indubbiamente preferibile evitare  la respirazione eccessiva che porta a dissipare-soffiare via (“blow off”, come dice il dr. Sponsel) la preziosa CO2, anziché “indurre con l’astuzia“ (come dice sempre il dr. Sponsel) l’organismo a mantenere la CO2 nell’organismo tramite preparati farmaceutici.

Un ultimo accenno ad
altri rimedi che possono essere utili per gli occhi (con la raccomandazione ovviamente che ripeto sempre ma che in questo caso è più importante che mai, di farsi seguire da medici esperti e di fare alle scadenze opportune in relazione ai casi, i necessari controlli) : oltre ai mirtilli, luteina e zeaxantina, e omega 3, utili soprattutto a scopo preventivo, delle medicine, (iniezioni) diffuse soprattutto in Germania, a base di RNA e cellule animali, consentono buoni risultati.                                    
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